Cerca

Dott. Paolo Fratagnoli PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA, Counselor relazionale

Perché la Terapia Breve Strategica?

Non è vero che per risolvere un problema invalidante sia necessaria una terapia molto lunga. La Terapia Breve Strategica è un modello operativo di intervento che si basa sul “problem solving” e ormai convalidato da oltre trent’anni che ha mostrato un’efficacia ed efficienza molto alte. Si prefigge di creare un cambiamento significativo nel breve periodo (generalmente qualche mese) andando ad agire sulle logiche di persistenza di un problema o disturbo. “Breve” non significa che in due incontri si guarisce da un disturbo ma generalmente nell’arco di dieci incontri (corrispondenti a circa 5 mesi) si ottengono cambiamenti significativi in direzione della soluzione e non in anni.  Il terapeuta strategico non parte dagli assunti di “normalità” o “anormalità” psichica ma è interessato al concetto di “funzionalità” o “disfunzionalità” di un determinato comportamento o sistema percettivo all’interno della realtà soggettiva del paziente. In questi termini quindi, per risolvere un problema, non è necessario ricercarne le cause nel passato ma analizzare le “ridondanze” o ripetizioni che lo mantengono nel presente (percezioni e tentate soluzioni disfunzionali che non permettono il cambiamento). La terapia quindi non si interessa al “perché” un problema esiste ma al “come” funziona nel presente.  La maggior parte delle psicopatologie possono essere “sbloccate” nel breve periodo. L’uscita da questo sistema disfunzionale, il cambio percettivo e il cambio prospettico creano un nuovo e più funzionale equilibrio poiché il paziente sperimenta in prima persona la possibilità di attuare nuove strategie, gestendo in prima persona le difficoltà. E’ difficile che un cambiamento significativo sia prodotto da una presa di consapevolezza, piuttosto il cambiamento giunge da un’esperienza concreta che ristruttura la percezione e poi, in un secondo momento, produce consapevolezza. Questo fa si che la terapia rappresenti un intervento radicale e duraturo nel tempo e non un mero miglioramento superficiale. 

Risultati di Efficacia ed Efficienza dei protocolli di trattamento nella cura dei seguenti disturbi:

Disturbi d’ansia  (nel 95% dei casi)
– disturbo da attacchi di panico  – agorafobia   – disturbo d’ansia generalizzato  – fobia sociale
– disturbo post-traumatico da stress (PTSD)
– fobie specifiche  

Disturbi ossessivi compulsivi (nel 89% dei casi)

– ossessioni – compulsioni – disturbi somatoformi (ipocondria, dismorfofobia, ecc..)

Disordini alimentari (nel 83% dei casi)

– Anoressia – Bulimia – Vomiting – Binge Eating

Disturbi sessuali  (nel 91% dei casi)
– 
difficoltà di erezione   – eiaculazione precoce  – vaginismo e dispaurenia – disturbi del desiderio

Depressione (nel 82% dei casi)

– nelle sue varie forme

Problemi relazionali nei diversi contesti (nel 82% dei casi)

– coppia, – famiglia, – lavoro, – relazioni sociali

Problemi dell’infanzia e dell’adolescenza (nel 82% dei casi)

– disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività, – disturbo oppositivo-provocatorio, – mutismo selettivo,

– disturbo da evitamento, – ansia da prestazione, – fobia scolare – disturbo da isolamento

Disturbi legati all’abuso di Internet (nel 80% dei casi)

– la dipendenza dalla rete – la information overloading addiction: quando le informazioni non bastano mai

– lo shopping compulsivo in Rete – on-line gambling: ovvero le scommesse in rete – il trading on-line compulsivo

– la chat dipendenza – la dipendenza da cybersesso.

Dagli studi condotti e pubblicati in, Brief Strategic Therapy (Nardone G., Watzlawick P., Rowman & Littlefield Publishers Inc, MD, USA, 2004 ) in, Comprendre et traiter la souffrance psychique (Mony Elkaim, Ed Du Seuil,2007) G. Castelnuovo, E. Molinari., G.Nardone, A. Salvini “L’efficacia della psicoterapia”, in Dizionario internazionale di psicoterapia, Garzanti 2013; seguendo i parametri internazionali per la valutazione della efficacia ed efficienza dei diversi modelli, dal gruppo di ricerca del Centro di Terapia Strategica di Arezzo (che annovera 138 Centri affiliati ), nell’arco di 10 anni su un campione di 3.640 casi trattati, comprendente le varie patologie psicologiche, ben 86% con punte del 95% dei casi è stato risolto, mediante un trattamento di durata media pari a sole 7 sedute. Tutto questo senza l’uso di alcun tipo di farmaci.

 

 

 

 

 

 

Psicologo Psicoterapeuta Arezzo via Erbosa 25

Psicologo Psicoterapeuta Asciano (SI) Siena Strada del Giardino 4

Fisiologia dell’attacco di panico

Come funziona un attacco di panico?

La paura è un’emozione regolata dal paloencefalo che è la parte più antica del nostro cervello. La percezione di uno stimolo pauroso genera ansia che produce reazioni fisiologiche quali aumento del battito cardiaco, sudorazione, aumento della frequenza respiratoria e dei riflessi elettro galvanici; tutto ciò rappresenta una risposta “sana” e funzionale da parte dell’organismo che si prepara a fronteggiare ciò che viene percepito come minaccia.

Pensiamo se improvvisamente ci trovassimo difronte ad una tigre, lo spavento farebbe in modo che il nostro cervello ci preparasse il più velocemente possibile alla fuga.

La paura è una percezione che scatena reazioni che viaggiano nell’ordine di millesimi di secondo come quando reagiamo di fronte ad un ostacolo o ritroviamo l’equilibrio dopo essere inciampati.

Attacchi di panico
il tentativo razionale di inibire la reazione fisiologica dell’ansia scatena il panico

Durante un attacco di panico un soggetto si impaurisce delle proprie reazioni fisiologiche e cerca di ridurle razionalmente cioè attraverso uno sforzo cosciente. Proprio questo sforzo produce un vero e proprio corto circuito psico-fisiologico. Il soggetto, impaurito dai segnali del proprio corpo cerca razionalmente e volontariamente (attività della corteccia cerebrale) di bloccare una risposta emotiva involontaria del paloencefalo (amigdala e ippocampo). Questo controllo altera la naturale espressione e il naturale funzionamento di un processo sano e funzionale. Paradossalmente è proprio lo sforzo razionale dei soggetti di inibire la reazione di paura che la fa aumentare esponenzialmente, ovvero il controllo che fa perdere il controllo. Questo è facilmente dimostrabile poiché se durante un attacco di panico avviene un evento esterno in grado di spostare l’attenzione, esso magicamente scompare. Chi ne soffre dichiara di aver “paura della paura”, si trova costantemente impegnato nel monitorare le proprie reazioni fisiologiche e nel tentativo di risolvere il problema, mette in atto delle tentate soluzioni che invece lo provocano. I soggetti che ne soffrono, attanagliati dalla paura, sono costantemente e inesorabilmente impegnati a mantenere il controllo (cortocircuitando inevitabilmente il processo) e finendo ogni volta per perderlo.

tel
Associando a tutto ciò comportamenti di evitamento delle possibili Continue reading “Fisiologia dell’attacco di panico”

Siamo tutti un po’ansiosi…..e mal comune non è mezzo gaudio. Non possiamo controllare il futuro e il miglior modo per prevederlo è cominciare a crearlo…

Anche l’ansia come la paura è una delle nostre emozioni di base, è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Ci permette di controllare e organizzare le cose. Chi non è ansioso prima di un evento importante? L’ansia è quell’allarme che ci permette (sulla base delle nostre esperienze passate) di prevedere come un evento potrebbe verificarsi e ci obbliga a metterci in moto per  prendere precauzioni.

Schermata 2016-11-05 alle 11.47.00
Ansia: le tre tentate soluzioni che usualmente mettiamo in atto per combatterla, retroagiscono sul problema e lo aggravano.

Anche in questo caso non è la qualità ad essere disfunzionale ma la quantità. Grazie al nostro intelletto abbiamo risolto problemi complicatissimi e questo ha creato in noi la falsa credenza che possiamo controllare tutto e prevedere tutto. “Sono ansioso” è una delle frasi che sentiamo di più. Cresce la necessità di avere tutto sotto controllo. Se il bisogno è relativo al passato possiamo tornare a controllare e ricontrollare più volte ma se abbiamo bisogno di certezze per il futuro? In questo caso iniziamo a ragionare e ragionare ancora, vagliando attentamente le possibili alternative. Crescono così i dubbi e insieme Continue reading “Siamo tutti un po’ansiosi…..e mal comune non è mezzo gaudio. Non possiamo controllare il futuro e il miglior modo per prevederlo è cominciare a crearlo…”

Essere genitori

 

genitori-e-figli-infanzia-e-adolescenza

Non c’è un manuale su come essere genitori, ci sono svariate ricette a seconda della prospettiva assunta, ci sono tanti consigli ricevuti da amici o dai nonni a seconda del problema. Si dice sia il lavoro più difficile al mondo,  la verità è che non esiste un’unica verità ma ognuno deve trovare il proprio equilibrio in funzione dei bisogni del bambino/ragazzo e del/dei genitori. Lungi dalla pretesa di insegnare qualcosa e consapevoli delle difficoltà di intervenire in sistemi così complessi,  possiamo però fare alcune considerazioni sia teoriche che pratiche. Continue reading “Essere genitori”

La ricerca delle cause….per alcuni problemi non solo non funziona ma è anche inutile.

schermata-2016-11-05-alle-11-46-25

Siamo figli del determinismo scientifico e del metodo scientifico per cui ci viene quasi naturale per spiegare un problema o per modificare una situazione, andarne alla ricerca delle cause che l’hanno scatenata isolando alcune variabili piuttosto che altre. Fare esperimenti, prove ed attribuire motivazioni, colpe e rispondere alla famosa domanda “perché”. Di solito si pensa che sia proprio il “perché” a spiegare Continue reading “La ricerca delle cause….per alcuni problemi non solo non funziona ma è anche inutile.”

Appunti e fondamenti dell’approccio breve strategico

Estratti dai libri “PAURA, PANICO, FOBIE” E “OSSESSIONI COMPULSIONI MANIE” di Giorgio Nardone.

…”per chiarire bene la differenza tra la psicoterapia breve strategica e tutte le altre forme di psicoterapia è importante evidenziare come questa, sulla base della teoria dei sistemi (Von Bertalanffy, 1952), la logica strategica (Elster, 1979; Nardone, Salvini, 1997) e il costruttivismo radicale, ritenga ogni tipo di patologia non una malattia biologica da guarire, bensì un equilibrio disfunzionale da trasformare in funzionale. Questa disfunzionalità è sorretta da una dinamica che si autoalimenta Continue reading “Appunti e fondamenti dell’approccio breve strategico”

WordPress.com.

Su ↑