Anche l’ansia come la paura è una delle nostre emozioni di base, è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Ci permette di controllare e organizzare le cose. Chi non è ansioso prima di un evento importante? L’ansia è quell’allarme che ci permette (sulla base delle nostre esperienze passate) di prevedere come un evento potrebbe verificarsi e ci obbliga a metterci in moto per  prendere precauzioni.

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Ansia: le tre tentate soluzioni che usualmente mettiamo in atto per combatterla, retroagiscono sul problema e lo aggravano.

Anche in questo caso non è la qualità ad essere disfunzionale ma la quantità. Grazie al nostro intelletto abbiamo risolto problemi complicatissimi e questo ha creato in noi la falsa credenza che possiamo controllare tutto e prevedere tutto. “Sono ansioso” è una delle frasi che sentiamo di più. Cresce la necessità di avere tutto sotto controllo. Se il bisogno è relativo al passato possiamo tornare a controllare e ricontrollare più volte ma se abbiamo bisogno di certezze per il futuro? In questo caso iniziamo a ragionare e ragionare ancora, vagliando attentamente le possibili alternative. Crescono così i dubbi e insieme a loro aumentano le possibilità che ci pre-figuriamo, finiamo presto inglobati in vorticosi pensieri. Quando questo processo viene ripetuto più volte diventa una vera e propria modalità appresa di percepire e reagire nei confronti della realtà. Indipendentemente dalla nostra volontà siamo sempre in ansia, in allarme costante. Succede talmente spesso che a volte sentiamo quest’ansia e non sapremmo neanche spigarne il perché. Apparentemente non ci sono problemi o preoccupazioni definite. Possono insorgere in questi casi anche reazioni somatiche quali tensione muscolare, affaticamento, problemi legati al sonno, problematiche respiratorie o gastrointestinali.

Presi dall’ansia tendiamo a monitorare tutto, dal nostro corpo all’ambiente circostante, in cerca di messaggi o feedbacks che ci tranquillizzino. Questo non avviene perché si scatena così la trappola del “controllo che fa perdere il controllo”. Spostiamo così la nostra preoccupazione nel futuro. L’ansioso non vive mai il presente (e chiaramente non gode appieno dei piaceri) poiché è costantemente impegnato a prevedere ciò che potrebbe essere pericoloso.

Lontano da qualsiasi ipotesi interpretativa, sappiamo che in questi casi le persone mettono in atto usualmente tre tentate soluzioni per cercare di risolvere il problema (non rendendosi conto così di alimentarlo):

 evitamento di tutte le situazioni o contesti ansiogeni (fino ad arrivare ad evitare sempre più stimoli. Nel tentativo di controllare situazioni paurose evitandole, queste finiscono per aumentare. Si abbassa così la soglia di attivazione dell’ansia/paura;

 richiesta di aiuto (conferma l’incapacità personale di affrontare e risolvere un problema con le proprie risorse);

 tentativo di controllare le proprie reazioni fisiologiche e i pensieri (i pensieri le sensazioni e i sentimenti che proviamo sono del tutto naturali e completamente fuori dal nostro controllo razionale. Il tentativo di controllo in questo caso ha il solo risultato di paraddossarli, creando ancora più dubbi e alimentando ancora di più l’ansia.

Le tre tentate soluzioni retroagiscono sul problema (pecezione e reazioni della persona) e lo aggravano notevolmente.

In questo caso più si finge che non esista alcun problema, oppure si rimanda la sua soluzione, più questo si ingigantisce e rischia di schiacciarci.

Cit: Cento di Terapia Strategica

L’ansia è un sintomo associabile a più psicopatologie ad esempio:

  • Disturbo da attacchi di panico: dove  la paura è percepita come una minaccia estrema, in un’escalation in cui la persona è terrorizzata dalle sue stesse sensazioni. Combattere inefficacemente  le proprie  reazioni fa aumentare le reazioni stesse invece che ridurle, attivando un dispositivo disfunzionale che mantiene il problema (Nardone G. La terapia degli attacchi di panico 2016)
  • Ipocondria e patofobia: l’ansia è il risultato del tentativo di tenere sotto controllo il proprio corpo, generando un processo disfunzionale che genera nuovo  allarme (Nardone G,. Oltre i limiti della paura 2000).
  • Disturbo ossessivo-compulsivo:  dove l’ansia viene sedata con patologici rituali (Nardone G., Portelli C. Ossessioni, compulsioni e manie 2013).
  • Dinamiche relazionali: nelle quali l’ansia è il prodotto del temuto giudizio degli altri: il timore  di non essere all’altezza; di essere rifiutati; di non sapersi controllare ecc.. (Muriana E., Verbitz T. Psicopatologia della vita amorosa  2010).
  • Disturbo post-traumatico da stress: qui l’ansia e/o il panico sono reazioni  sintomatiche al trauma  che si estingueranno una volta risolto il disturbo (Cagnoni F., Milanese R. Cambiare il passato 2009).
  • Depressione: l’ansia è associata alla difficoltà della regolazione delle emozioni e si esaurisce quando la rinuncia diventa il tentativo di soluzione prevalente (Muriana E., Pettenò L., Verbitz T. I volti della depressione 2006).
  • Disturbi sessuali: dove proprio l’ansia da prestazione spesso è il generatore della persistenza del problema (Nardone G., Rampin M. Quando il sesso diventa un problema 2015).
  • Disturbi  alimentari (anoressia, bulimia, sindrome da vomiting e binge eating): nei quali l’ansia si manifesta sia come paura specifica  che come tentativo di controllo sull’alimentazione (Nardone G. Verbitz T., Milanese R. Le prigioni del cibo 1999).
  • Disturbi mentali superiori (psicosi, disturbi borderline, paranoia e Bipolari): nei quali l’ansia è quasi sempre presente anche in concomitanza di deliri. ( Muriana E., Verbitz T., Nardone G. di prossima pubblicazione)

 

RISULTATI DI EFFICACIA E DI EFFICIENZA DELLA PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA

La Terapia Breve Strategica dispone di protocolli specifici per il trattamento dell’ansia e dei disturbi che spesso la sottendono, capaci di risolvere il problema  con un tasso di efficacia ed efficienza superiore a qualunque altra psicoterapia. Protocolli validati nel tempo grazie alla loro comprovata efficacia operativa.

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA:

Cagnoni F., Milanese R. (2009). Cambiare il passato. Ponte alle Grazie.
Muriana E., Pettenò L., Verbitz T (2006). I volti della depressione. Ponte alle Grazie.
Muriana E., Verbitz T. (2010) Psicopatologia della vita amorosa. Ponte alle Grazie.
Nardone G. (1993) Paura panico fobie. Ponte alle Grazie.
Nardone G. Verbitz T., Milanese R. (1999). Le prigioni del cibo. Ponte alle Grazie.
Nardone G. (2000) Oltre i limiti della paura. Ponte alle Grazie.
Nardone G.De Santis G. (2011) Cogito ergo soffro. Ponte alle Grazie.
Nardone G., Portelli C. (2013) Ossessioni, compulsioni e manie. Ponte alle Grazie.
Nardone G. (2013) Correggimi se sbaglio. Ponte alle Grazie.
Nardone G. (2016) La terapia degli attacchi di panico. Ponte alle Grazie.
Watzlawick P, Nardone G. (1997)  Terapia Breve Strategica. Ponte alle Grazie.

 

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