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dott. PaoloFratagnoli

…dalla psicologia delle spiegazioni alla psicologia delle soluzioni

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Fisiologia dell’attacco di panico

Come funziona un attacco di panico?

La paura è un’emozione regolata dal paloencefalo che è la parte più antica del nostro cervello. La percezione di uno stimolo pauroso genera ansia che produce reazioni fisiologiche quali aumento del battito cardiaco, sudorazione, aumento della frequenza respiratoria e dei riflessi elettro galvanici; tutto ciò rappresenta una risposta “sana” e funzionale da parte dell’organismo che si prepara a fronteggiare ciò che viene percepito come minaccia.

Pensiamo se improvvisamente ci trovassimo difronte ad una tigre, lo spavento farebbe in modo che il nostro cervello ci preparasse il più velocemente possibile alla fuga.

La paura è una percezione che scatena reazioni che viaggiano nell’ordine di millesimi di secondo come quando reagiamo di fronte ad un ostacolo o ritroviamo l’equilibrio dopo essere inciampati.

Attacchi di panico
il tentativo razionale di inibire la reazione fisiologica dell’ansia scatena il panico

Durante un attacco di panico un soggetto si impaurisce delle proprie reazioni fisiologiche e cerca di ridurle razionalmente cioè attraverso uno sforzo cosciente. Proprio questo sforzo produce un vero e proprio corto circuito psico-fisiologico. Il soggetto, impaurito dai segnali del proprio corpo cerca razionalmente e volontariamente (attività della corteccia cerebrale) di bloccare una risposta emotiva involontaria del paloencefalo (amigdala e ippocampo). Questo controllo altera la naturale espressione e il naturale funzionamento di un processo sano e funzionale. Paradossalmente è proprio lo sforzo razionale dei soggetti di inibire la reazione di paura che la fa aumentare esponenzialmente, ovvero il controllo che fa perdere il controllo. Questo è facilmente dimostrabile poiché se durante un attacco di panico avviene un evento esterno in grado di spostare l’attenzione, esso magicamente scompare. Chi ne soffre dichiara di aver “paura della paura”, si trova costantemente impegnato nel monitorare le proprie reazioni fisiologiche e nel tentativo di risolvere il problema, mette in atto delle tentate soluzioni che invece lo provocano. I soggetti che ne soffrono, attanagliati dalla paura, sono costantemente e inesorabilmente impegnati a mantenere il controllo (cortocircuitando inevitabilmente il processo) e finendo ogni volta per perderlo.  Continue reading “Fisiologia dell’attacco di panico”

Siamo tutti un po’ansiosi…..e mal comune non è mezzo gaudio. Non possiamo controllare il futuro e il miglior modo per prevederlo è cominciare a crearlo…

Anche l’ansia come la paura è una delle nostre emozioni di base, è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Ci permette di controllare e organizzare le cose. Chi non è ansioso prima di un evento importante? L’ansia è quell’allarme che ci permette (sulla base delle nostre esperienze passate) di prevedere come un evento potrebbe verificarsi e ci obbliga a metterci in moto per  prendere precauzioni.

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Ansia: le tre tentate soluzioni che usualmente mettiamo in atto per combatterla, retroagiscono sul problema e lo aggravano.

Anche in questo caso non è la qualità ad essere disfunzionale ma la quantità. Grazie al nostro intelletto abbiamo risolto problemi complicatissimi e questo ha creato in noi la falsa credenza che possiamo controllare tutto e prevedere tutto. “Sono ansioso” è una delle frasi che sentiamo di più. Cresce la necessità di avere tutto sotto controllo. Se il bisogno è relativo al passato possiamo tornare a controllare e ricontrollare più volte ma se abbiamo bisogno di certezze per il futuro? In questo caso iniziamo a ragionare e ragionare ancora, vagliando attentamente le possibili alternative. Crescono così i dubbi e insieme Continue reading “Siamo tutti un po’ansiosi…..e mal comune non è mezzo gaudio. Non possiamo controllare il futuro e il miglior modo per prevederlo è cominciare a crearlo…”

essere genitori

 

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Non c’è un manuale su come essere genitori, ci sono svariate ricette a seconda della prospettiva assunta, ci sono tanti consigli ricevuti da amici o dai nonni a seconda del problema. Si dice sia il lavoro più difficile al mondo,  la verità è che non esiste un’unica verità ma ognuno deve trovare il proprio equilibrio in funzione dei bisogni del bambino/ragazzo e del/dei genitori. Lungi dalla pretesa di insegnare qualcosa e consapevoli delle difficoltà di intervenire in sistemi così complessi,  possiamo però fare alcune considerazioni sia teoriche che pratiche. Continue reading “essere genitori”

La ricerca delle cause….per alcuni problemi non solo non funziona ma è anche inutile.

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Siamo figli del determinismo scientifico e del metodo scientifico per cui ci viene quasi naturale per spiegare un problema o per modificare una situazione, andarne alla ricerca delle cause che l’hanno scatenata isolando alcune variabili piuttosto che altre. Fare esperimenti, prove ed attribuire motivazioni, colpe e rispondere alla famosa domanda “perché”. Di solito si pensa che sia proprio il “perché” a spiegare Continue reading “La ricerca delle cause….per alcuni problemi non solo non funziona ma è anche inutile.”

appunti e fondamenti dell’approccio breve strategico

Estratti dai libri “PAURA, PANICO, FOBIE” E “OSSESSIONI COMPULSIONI MANIE” di Giorgio Nardone.

…”per chiarire bene la differenza tra la psicoterapia breve strategica e tutte le altre forme di psicoterapia è importante evidenziare come questa, sulla base della teoria dei sistemi (Von Bertalanffy, 1952), la logica strategica (Elster, 1979; Nardone, Salvini, 1997) e il costruttivismo radicale, ritenga ogni tipo di patologia non una malattia biologica da guarire, bensì un equilibrio disfunzionale da trasformare in funzionale. Questa disfunzionalità è sorretta da una dinamica che si autoalimenta Continue reading “appunti e fondamenti dell’approccio breve strategico”

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