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Il disturbo ossessivo compulsivo si alimenta attraverso le tentate soluzioni messe in atto per “controllare” la paura finché esse diventano irrinunciabili e prendono il controllo

 

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO a base fobica

Tutti noi tendiamo al “controllo” in tutti gli aspetti della nostra vita. Il controllo da sicurezza,  mantiene il nostro equilibrio omeostatico. Chi di noi non vorrebbe poter controllare ogni piccolo aspetto della propria vita?…La persona responsabile è quella che metodicamente controlla la “situazione”, analizza tutte le possibili variabili per prevenire un problema o prevedere una difficoltà. Sarà capitato a tutti di avere un dubbio ed essere tornati a controllare la serratura di casa oppure di indossare un oggetto particolare o “portafortuna” per propiziare un evento futuro. Come accade per altri disturbi psicologici anche in questo caso non è la qualità di un azione o di un pensiero a fare la differenza ma la quantità. La paura è una delle nostre emozioni più importanti e svolge funzioni altrettanto importanti; sono i livelli quantitativi che possono renderla disfunzionale. Se ad esempio prima di intraprendere un viaggio una persona analizza il percorso e studia le tappe nell’ottica di evitare certi problemi è sano; se non riesce mai a partire per l’idea che ancora non ha preso in considerazioni tutti i possibili pericoli per prevenirli, diviene patologico.

cit-“…ciò che il manuale DSM-IV definisce “disturbo ossessivo compulsivo” può essere descritto come il bisogno irrefrenabile di avere il controllo della realtà, che si esprime in una serie di azioni o pensieri rituali; la loro ripetizione ridondante svolge il ruolo di rassicurare la persona sul controllo di ciò che può accadere o degli effetti di ciò che è accaduto. Proprio sulla base del fatto che queste strategie hanno funzionato in passato (es: abbassando i livelli di paura) danno l’illusione di aver controllato e risolto il problema. E’ proprio sulla base di questa illusione che successivamente si struttura un rituale che presto diventerà irrinunciabile per il soggetto.  Diviene assurdo, dalla prospettiva di un osservatore non esperto, il fatto che ciò che emerge da un bisogno razionale di controllo, diventi poi totalmente irrazionale. Ad esempio è sano stare attenti a non sporcarsi o lavarsi dopo essersi sporcati ma, è insano lavarsi per ore nel dubbio di aver toccato qualcosa di sporco e, dopo essersi lavati a lungo, dubitare ancora di non essersi lavati abbastanza ed essere quindi costretti a lavarsi di nuovo. Oppure è decisamente sano prima di andare a letto controllare che le porte, i rubinetti e il gas siano chiusi, ma è decisamente assurdo svegliarsi più volte di notte e ricontrollare ogni cosa. Può essere sano farsi una fantasia positiva rispetto a una prova da superare, ma diventa insano strutturare un rituale di pensiero propiziatorio che non si riesce a evitare prima di effettuare una prova. Come si può osservare, la logica del disturbo ossessivo-compulsivo è basata sul fatto che ciò che è corretto e sano diviene, attraverso una ripetizione esasperata, una vera e propria tirannia dell’assurdo, che si basa fondamentalmente sul bisogno di essere rassicurati rispetto alla propria realtà. “mi sono lavato talmente bene che non posso essere infettato dall’HIV”, “ ho controllato talmente bene che non potrà accadermi nulla di pericoloso”. Dal logico, per eccesso si giunge all’illogico. Il filosofo Lichtenberg scriveva: ” La mente dell’uomo è talmente duttile e corruttibile che possiamo impazzire per mezzo della ragione”. Anche la moderna neuropsicologia (Goldberg, 2005, 2010) lo conferma rivelandoci come il cervello si plasmi adattandosi alle esperienze ripetute: paradossalmente è proprio in virtù della flessibilità e adattabilità mentale che, ripetendo un’azione o un pensiero un certo numero di volte, non solo li rendiamo ragionevoli, ma li facciamo diventare una compulsione irrefrenabile. Anche in questo tipo di patologia, come nella maggioranza dei disturbi psicologici, ciò che fa la differenza è il livello quantitativo. Al di sotto di questa soglia, dove la funzionalità non si trasforma in disfunzionalità, tali modalità di gestire la realtà sono sane e adattive. Essere attenti e meticolosi nello svolgimento di un compito è un pregio che rende rigorosi e affidabili; dover tornare su qualcosa che è stata ricontrollata più volte perché non si è sicuri di averla eseguita correttamente diventa un problema; sviluppare una compulsione irrefrenabile a ricontrollare più volte ciò che è già stato controllato diventa una patologia.

…di fronte ad una paura non dominata o evitata dal soggetto questi comincia ad eseguire rituali che gli appaiono in grado di combattere tale indomabile paura. L’esecuzione del rituale, protettivo o propiziatorio, dà al soggetto la momentanea illusione del controllo della paura ma, proprio per questo suo effetto, lo conduce ad essere costretto a ripetere ossessivamente il rituale sempre più spesso. Appare in questa patologia ancor più evidente che la tentata soluzione del problema diviene il problema…”

Bibliografia:

Nardone, G. (1993), Paura, panico, fobie, Milano: Ponte alle Grazie

Nardone, G.,Portelli, C. (2013), Ossessioni, compulsioni, manie. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi, Milano: Ponte alle Grazie.